Il progetto della facciata verso Piazza Ghiaia

Restano anche tre studi per la facciata principale, che doveva essere rivolta a sud, verso il mercato della Ghiaia, di cui due sono stati attribuiti al Moschino ed uno a Pietro Francesco Battistelli, scenografo e pittore di corte.

Alla morte di Ranuccio, il cardinale Odoardo Farnese (1537-1626), reggente in nome del nipote che portava il suo stesso nome, inviò da Roma l’architetto Gerolamo Rainaldi (1570-1655) affinché coadiuvasse il Battistelli per i lavori alla facciata: il Rainaldi dovette consegnare un progetto per la facciata prospiciente la Ghiaia, ma dopo un promettente avvio i lavori non progredirono e alla fine il progetto subì una definitiva battuta d’arresto, infrangendo per sempre il sogno ducale di Ranuccio.

L’estesa facciata prospiciente la Ghiaia non venne infatti mai completata né tantomeno i successori di Ranuccio riuscirono ad allontanare i domenicani e ad abbattere il loro complesso conventuale con la chiesa di San Pietro Martire, che si incuneava come una disturbante escrescenza all’interno del Cortile della Pilotta, e che fu completamente abbattuta a seguito delle soppressioni napoleoniche nel 1813.

Abbandonato così il progetto di una monumentale fronte verso la Ghiaia, la Pilotta resterà soprattutto un immenso “contenitore” dei servizi accessori alla residenza ducale, un aggregato di imponenti corpi di fabbrica sommati l’uno all’altro secondo progetti mutevoli, a volte contraddittori, e quasi sempre incompiuti.