Il Teatro Farnese

Attraverso un portale d’ingresso incorniciato da due coppie di colonne sormontate da una sagoma ducale, si accede nella cavea, con pianta ad U (di derivazione toscana), costituita da quattrodici gradoni che potevano ospitare oltre tremila spettatori.

Al centro della cavea, sopra il corridoio che unisce l’ingresso alla platea, delimitato da una balconata, era originariamente allestito un palco d’onore per i duchi, che anticipava la più tarda adozione del cosiddetto “palco reale” in tutti i teatri d’Europa.
Alla sommità della cavea sono due ordini di logge, a serliana, solo in parte praticabili, di impronta palladiana.

Il palcoscenico è lungo 40 metri, con un’apertura di 12 metri.
Il boccascena che lo delimita è di tipo classico, con nicchie originariamente decorate da statue in stucco, e racchiude lo spazio attorno al palcoscenico, che veniva usato per nascondere alla vista degli spettatori le macchine dei complicati e spettacolari allestimenti teatrali.

In alto, sopra lo stemma ducale farnesiano, sta una scritta dedicata alle Muse come protettrici delle arti: BELLONAE AC MVSICAE THEATRVM RAINVTIVS FARNESIVS PARMAE ET PLACENTIAE DVX IV CASTRI AVGVSTA MAGNIFICENTIA APERVIT ANNO MDCVIII (Ranuccio Farnese duca di Parma e Piacenza, quarto duca di Castro, con augusta magnificenza inaugurò nell’anno 1608 il teatro di Bellona e della musica).
Le gradinate della cavea sono collegate al palcoscenico da due archi trionfali dipinti e decorati, su cui campeggiano le statue equestri in gesso di Alessandro e Ottavio Farnese.