La costruzione della Pilotta

La costruzione ebbe inizio con ogni probabilità prima del 1583, durante gli ultimi anni del ducato di Ottavio Farnese (1547-86), con l’edificazione del cosiddetto “Corridore”, vale a dire di un braccio di collegamento tra il Palazzo Ducale e la “Rocchetta” (situata sulla riva del torrente presso il ponte), che si estendeva da levante a ponente, nello spazio oggi occupato dalla Galleria Petitot della Biblioteca Palatina e dal Museo Bodoniano.

Il cantiere venne diretto dall’architetto Giovanni Boscoli (circa 1524-1589), originario di Montepulciano, probabilmente sulla base di disegni forniti dall’urbinate Francesco Paciotto (1521-1591), uno dei più noti architetti militari del Cinquecento, che fu al servizio del duca Ottavio a partire dal 1551.

I lavori si interruppero però dopo la morte del duca Ottavio e pare che il nuovo duca Alessandro (dal 1586 al ’92), impegnato nelle campagne di guerra in Fiandra come generale di Filippo II, si disinteressasse del tutto della nuova impresa edilizia.
Il cantiere fu riaperto soltanto con Ranuccio I (duca dal 1592 al 1622) nei primi mesi del 1602, per terminare definitivamente – salvo alcune successive ristrutturazioni marginali – nel 1611, lasciando la fabbrica nel caratteristico stato di incompiutezza nel quale ancor oggi la si vede. Ideatore dei lavori fu il Duca stesso, dilettante d’architettura e amante di costruzioni severe e grandiose che rappresentassero al meglio il fasto e il prestigio della dinastia, ma a tradurre in termini tecnici il suo pensiero fu l’architetto e scultore d’origine orvietana Simone Moschino (1553-1610).